Visita al deposito FUC di Udine

A cura di Franco CASTIGLIONI

L'estensione dei servizi delle "Frecce" di Trenitalia tra le principali città del nostro Paese, a cui sta facendo seguito anche quella di NTV, rende oggi possibile spostamenti più rapidi anche nell'arco di una sola giornata, con viaggi di andata e ritorno su distanze che fino a poco tempo fa richiedevano l'impegno di almeno due giorni. Ecco quindi concretizzarsi la possibilità di partecipare alla visita al deposito FUC di Udine, terza uscita AFI del 2018, che essendo programmata nel primo pomeriggio ha permesso, sfruttando il collegamento mattutino Frecciarossa tra Milano e Udine, una breve visita alla città e ovviamente alla sua stazione ferroviaria, frequentata anche dai Railjet di ÖBB e dai nuovi elettrotreni ETR 563 della CAF acquistati dalla Regione.
L'impianto della FUC a Udine è una delle ultime testimonianze dell'epoca d'oro della Società Veneta, che un tempo gestiva numerose linee ferroviarie nell'area del nord-est, senza contare quelle dell'Emilia-Romagna. All'ora prestabilita il gruppo AFI è stato cordialmente accolto dal Responsabile dell'Impresa Ferroviaria ing. Leonarduzzi e dalla Responsabile Manutenzione Materiale Rotabile ing. Carpi, che in un'ampia sala adeguatamente predisposta per i visitatori hanno illustrato il nuovo volto dell'impresa friulana, la quale oltre all'esercizio della linea Udine - Cividale, opera anche in altri settori del trasporto, sia viaggiatori che merci.


Incontro ravvicinato tra la locomotiva FS 640.169 e la T3 della Ferriera Pietra ex SV 321 a Omegna il 3 luglio 1977 in occasione del treno speciale AFI Novara - Domodossola, che in spinta aveva la 640.003 del deposito di Alessandria. (Foto F. Castiglioni)


In stazione di Udine l'ETR 500-16 è pronto ad effettuare il treno FR 9739 per Milano Centrale, dopo essere arri- vato dal capoluogo lombardo via Mestre-Venezia S.L. (Foto R.Castiglioni)


La Taurus E 190.020 delle ÖBB parte dal primo binario della stazione di Udine con una composizione omo- genea Railjet da Venezia per Vienna. Dietro la locomotiva si riconosce la carrozza pilota che permetterà la reversibilità del convoglio quando la vettura sarà omologata anche in Italia. (Foto R.Castiglioni)


L'elettrotreno ETR 563.001 "Città di Trieste" in arrivo a Udine e diretto a Trieste. Si tratta di uno dei convogli "Ci- vity" costruiti dalla spagnola CAF, acquistati dalla Regione Friuli Venezia-Giulia per i collegamenti regionali e il cui impiego è previsto anche nel servizio transfrontaliero fino a Villach. (Foto R.Castiglioni)


Una delle tre AD 900 della FUC, simili alle ALn 663 delle FS, in arrivo isolata a Udine da Cividale. (Foto R.Castiglioni)


Il nostro Presidente illustra l'attività dell'AFI ai responsabili della FUC e dell'Associazione Vecchi Binari F.V.G. (Foto R.Castiglioni)




Diorama d'altri tempi negli uffici del deposito FUC. (Foto R.Castiglioni)

La società, subentrata il 1° gennaio 2005 a Sistemi Territoriali nella gestione della breve tratta di circa 15 chilometri che collega il capoluogo con Cividale del Friuli, è ora un'impresa ferroviaria di proprietà della regione Friuli Venezia Giulia, che a partire dal 2008, sulla base dei certificati di sicurezza rilasciati dall'ANSF, ha iniziato i primi servizi merci non solo sulla linea sociale (scalo di Bottenicco), ma anche su alcune linee del nord-est. Inizialmente questi servizi venivano svolti con locomotive noleggiate da Trenitalia, fintanto che nel 2011 la FUC ha acquistato da Siemens due locomotive elettriche ES64 U4, classificate E 190 301 e 302, meglio conosciute come Taurus, e due locomotive Diesel usate D 753 per poter operare in piena autonomia.
Al materiale motore ha fatto seguito l'acquisto di numerosi carri merci per il trasporto di containers, divisi tra i tipi Sgnss a quattro assi e Sggmrss a sei assi. Dal 10 giugno 2012 la società effettua anche il servizio viaggiatori tra Udine e Villach Hbf, denominato Mi.Co.Tra. (Miglioramento dei Collegamenti Transfrontalieri di trasporto pubblico) in stretta collaborazione con le Ferrovie Federali Austriache (ÖBB), che forniscono le carrozze affidate al traino delle E 190 FUC. Dal 2 giugno di quest'anno il servizio è stato prolungato su Trieste nei giorni di sabato e nei festivi. Il traffico merci viene svolto in collaborazione con l'impresa INRAIL, che dispone anch'essa di locomotive Siemens, la cui manutenzione viene effettuata presso il deposito FUC, in attesa che diventi operativo l'ex deposito FS di Udine, che INRAIL ha recentemente acquisito da RFI, dopo la dismissione da parte di Trenitalia.
A partire dal gennaio di quest'anno lo scalo sociale di Bottenicco è stato chiuso a causa della scarsa quantità di carri movimentati. Per il servizio viaggiatori tra Udine e Cividale, con orario cadenzato ogni mezzora nelle ore di punta del giorno, vengono utilizzate tre automotrici AD 900 (tipo FS ALn 663) ereditate dalle precedenti gestioni, che all'occorrenza possono essere accoppiate alle rimorchiate semipilota Bp 372 e 373 che presentano la stessa tipologia di cassa, mentre nel 2006 la FUC ha acquistato due complessi Stadler GTW 2/6 classificati ATR 110 001 e 002.
Tutto l'altro materiale rotabile, rilevato in occasione del subentro, è ora accantonato, a parte la locomotiva Diesel Ld 405, una MAK da 550 kW utilizzata per le manovre interne già a suo tempo impiegata dalla SV a Bologna S. Vitale, e l'automotrice AD 803, che necessiterebbe di importanti interventi manutentivi per tornare in servizio, sia pure per soli treni storici.
A questo punto è intervenuto il responsabile dell'associazione Vecchi Binari Friuli Venezia Giulia, Sig. Cimenti, che ha illustrato l'attività del sodalizio, impegnato con Ferstoria e con la collaborazione della stessa FUC nel recupero di rotabili storici ospitati presso il deposito.
In primis la locomotiva ex SV 321, ultima T3 della Società Veneta ancora esistente, che nel maggio 2015 è tornata a Udine, dopo un periodo di permanenza al Museo Provinciale dei Trasporti di Bologna, in previsione di un suo possibile recupero funzionale per l'utilizzo con treni storici, per la cui effettuazione l'associazione ha anche acquisito in comodato da FER due carrozze ex SEFTA.
L'impegno di Vecchi Binari F.V.G. è concentrato sul recupero oltre che dei mezzi, sulla linea Carnia - Tolmezzo, dismessa dalla Veneta nel 1968 (all'epoca con capolinea fino a Villa Santina) e riaperta a inizio anni novanta del secolo scorso come raccordo a servizio della Cartiera Burgo di Tolmezzo.
Il servizio è rimasto attivo fino al 1998, poi soppresso a causa della concorrenza dell'autotrasporto. Un tentativo di ripresa del traffico ferroviario è avvenuto nel 2001, quando si è provveduto al rifacimento di parte dell'armamento, ma in realtà i treni non hanno più circolato. L'iniziativa dell'associazione di scontra con la volontà dei comuni di Tolmezzo e Amaro, attraversati dalla ferrovia, nonché del Consorzio proprietario della linea, di trasformare la sede ferroviaria in pista ciclabile. La decisione sull'utilizzo della tratta è ora nelle mani della Sopraintendenza ai Beni Culturali della Regione, che dovrà esprimersi in merito.


Una delle due rimorchiate semipilota in dotazione alla FUC utilizzate con le automotrici AD 900 con i treni a maggior frequentazione.. (Foto R.Castiglioni)


Panoramica del deposito con mezzi attuali e storici appositamente messi in esposizione per la visita AFI. (Foto R.Castiglioni)


La potente MAK Ld 405 utilizzata esclusivamente per servizi interni, già appartenuta alla SV che la impiegava nella stazione di Bologna San Vitale. (Foto R.Castiglioni)


Alcuni dei moderni carri pianali della FUC utilizzati per il servizio merci con le locomotive E 190. A sinistra si rico- nosce il binario della linea per Cividale. (Foto R.Castiglioni)


La DE 424.02, un tempo utilizzata oltre che nel servizio merci anche in quello viaggiatori con rimorchiate MAN ormai demolite, accantonata insieme ad altro materiale aziendale. (Foto R.Castiglioni)


L'automotrice AD 803 è l'unica del suo gruppo ancora funzionante, anche se il suo impiego per treni storici è subordinato a importanti interventi di manutenzione. (Foto R.Castiglioni)


Le due automotrici AD 801 e 802, ormai fuori servizio e accantonate da tempo, potrebbero essere recuperate statiche a fini museali, essendo ancora in buone condizioni generali. (Foto R.Castiglioni)


Vista frontale della SV 321, ancora con la numerazione applicata a mano dai nostri soci Manzini e Son- cini nell'ormai lontano 1977, in occasione dell'esposizione della locomotiva funzionante a Omegna. (Foto R.Castiglioni)


Motocarrelli di servizio per ispezione linea, realizzati in modo molto artigianale, ormai relegati in un angolo della rimessa che ospita la T3. (Foto R.Castiglioni)


L'associazione Vecchi Binari F.V.G. ha in corso le pratiche per l'acquisizione definitiva della locomotiva SV 321, che in seguito potrebbe tornare in vapore per l'effettuazione di treni storici e turistici. (Foto R.Castiglioni)


Vista di tre quarti posteriore per la SV 321, ultima T3 della Società Veneta, rimasta nelle condizioni originali dell'ultimo periodo di servizio presso la Ferriera Pietra di Omegna, ancora con i grandi fanali di tipo industriale. (Foto R.Castiglioni)


La DE 520-001 in sosta nella rimessa del deposito, è una delle due unità in forza alla FUC e proviene dalle FNM, dove portava la stessa classificazione. (Foto R.Castiglioni)


L'automotrice AD 910 nell'area del deposito dove viene effettuata la manutenzione del materiale rotabile FUC. (Foto R.Castiglioni)


L'immancabile foto di gruppo non poteva che essere scattata a fianco della principale attrazione della gior- nata, la locomotiva SV 321 che speriamo un giorno di poter rivedere in pressione. (Foto R.Castiglioni)


Dopo aver ricoverato il materiale storico, la Ld 405 rientra nella rimessa che intravede sullo sfondo.. (Foto R.Castiglioni)


L'ATR 110.002, ripreso mentre effettua un servizio da Cividale per Udine, è uno dei due complessi Stadler GTW 2/6 dotati di sistema di sicurezza SSC/BL3, che dovranno essere adeguati con SCMT in base alle nuove nor- mative dell'ANSF. (Foto R.Castiglioni)


Tra il materiale rotabile accantonato e quello in servizio si riconoscono le due carrozze ex ATCM e ancor prima SEFTA, che si spera di poter impiegare al traino della T3 per la costituzione di un convoglio storico. (Foto R.Castiglioni)


La E 190.301 della FUC è fotografata in testa al MICOTRA 1822 da Udine per Villach, che ha in composizione carrozze messe a disposizione dalle ÖBB. (Foto R.Castiglioni)


Anche le automotrici AD 900 dovranno essere equipaggiate a breve con SCMT per poter continuare a circolare. (Foto R.Castiglioni)

Dopo queste necessarie e indispensabili premesse si è passati alla visita vera e propria, resa ancora più gradevole dal bel pomeriggio di sole che ha permesso di fotografare i rotabili senza problemi. Per l'occasione sia la T3 che l'automotrice AD 803 sono state esposte in modo adeguato per poter essere ammirate e fotografate dagli undici visitatori, per poi essere rimessate al coperto al termine della visita.
Inutile dire che la locomotiva a vapore ha catalizzato l'attenzione dei fortunati AFI presenti, molti dei quali hanno ricordato come questa locomotiva fu già protagonista di un evento promosso dalla nostra Associazione.
Infatti il 3 luglio 1977 la T3 fu esposta funzionante a Omegna durante lo speciale a vapore con le locomotive FS 640.169 e 003 sulla Novara - Domodossola di quell'indimenticabile giornata, che vide il ritorno via Lago Maggiore sul filo dei 100 km/h.
È doveroso ricordare che l'evento fu reso possibile dall'impegno dei Soci Manzini e Soncini che si adoperarono fattivamente presso la Ferriera Pietra di Omegna affinché la vaporiera fosse portata in stazione accesa con i propri mezzi, anche se ormai spenta da tempo. Anche se statica, ora la T3 si presenta in discrete condizioni, già utilizzata per l'esposizione avvenuta recentemente a Cividale, dove tra l'altro sono ricoverati due carri merci storici già restaurati. Il pensiero è corso anche alle locomotive monumento incontrate durante il viaggio Milano - Udine: FS 625.123 all'ex Mostra Compartimentale di Verona, 625.131 all'ex Rimessa di Vicenza, 940.047 in stazione di Casarsa, purtroppo tutte in pessime condizioni estetiche.


FS 625.123 in Mostra Compartimentale Verona 14.6.92 (foto F. Castiglioni)


FS 940.047 Casarsa 26.05.2018 (foto F.Castiglioni)


FS 625.131 RL Vicenza 26.05.2018 (foto F.Castiglioni)

L'impianto FUC di Udine si presenta con i fabbricati d'origine ben conservati: la rimessa lato Cividale è quella che ospita al coperto la T3, l'automotrice AD 803 e interessanti carrelli per l'ispezione della linea, mentre quella lato Udine è stata adeguata per la manutenzione oltre che dei mezzi termici, anche delle locomotive elettriche, che raggiungono l'impianto al traino di una delle due D 753. Passerelle sopraelevate permettono l'accesso all'imperiale dei GTW, che presentano buona parte delle apparecchiature sul tetto.
Al momento della visita era rimessata la DE 520.001, una delle D 753 ex NordCargo. Su un binario laterale sono ricoverate le altre due AD 800, la 801 e la 802, ormai definitivamente accantonate al pari della locomotiva ex SV DE 424.02. Sullo stesso binario sono presenti alcuni carri merci nel classico colore verde delle Veneta e le due carrozze ex SEFTA già citate. Dal lato opposto, quello adiacente la linea dove è stato possibile fotografare gli Stadler in servizio, sono ricoverati alcuni dei moderni carri per trasporto container. Assenti le Taurus della FUC che comunque è stato possibile fotografare nella stazione di Udine con il MICOTRA 1822 in partenza per Villach Hbf, come degna conclusione della giornata.
Un piccolo impianto con tanti motivi di interesse che ne hanno ben giustificato la visita, per comprendere una realtà ferroviaria un tempo considerata "ramo secco" e ora in piena evoluzione, con importanti lavori di potenziamento che porteranno l'SCMT anche sulla Udine - Cividale con conseguenti benefici per l'esercizio e la sicurezza della linea.