FONDAZIONE F.S. Il sito di Foligno

Servizio di Gino SAVARIS e foto di Giorgio MANZANI

Foligno è una di quelle città Italiane che si contendono l'appellativo di "Ombelico d'Italia".
Che sia posizionata in centro Italia non c'è dubbio che poi sia esattamente l'ombelico della nostra nazione lascio a qualcun altro effettuare le debite stime e tirare le conclusioni, per me è una bella città a cui sono affettuosamente legato da ormai molti anni e ogni tanto non disdegno di farci una capatina.
E' una specie di Amarcord tutta personale che ogni volta mi fa tornare in mente strepitosi ricordi di un breve periodo della mia vita.
Arrivai a Foligno la prima volta il 10 Ottobre 1968 e vi rimasi sino al 18 Marzo 1969 per adempiere al primo periodo della mia chiamata alle armi presso quella caserma sita nel vialone della Stazione e confinante con la sede Ferroviaria, sede della Scuola Allievi Ufficiali e Sottufficiali di Artiglieria.
Naturalmente anche in questa occasione il treno mi fu di interessante compagnia; ricordo ancora quel cambio di treno a Terontola dove una E 424 era in attesa con cinque vagoni, tutti rigorosamente Corbellini, che attraverso l'Umbria al fine mi scaricò alla meta.
Che fosse un nodo ferroviario di una certa importanza lo sapevo, come sapevo dell'esistenza del grosso stabilimento di Revisione delle locomotive elettriche, ma in poco tempo mi resi conto che non c'erano solo le E 424 ma anche due strepitose Gr.835 che giorno e notte si alternavano alla composizione dei treni merci o qualche altro piccolo servizio.


Una 835 in manovra a Foligno nei vecchi tempi. Foto Arnaldo Vescovo

Ripenso ancora ai servizi di guardia notturna interna alla caserma dove giungevano facilmente i rumori dello scappamento delle due "Pierine" e i botti dei respingenti dei vagoni, quelle due ore di turno alternato di notte non sono mai state fatica ma momenti di passione ferroviaria.
Scopersi poi che in un binario esisteva una specie di Rimessa, una costruzione in legno che sembrava un fortino, dove solitamente si potevano intravedere una 740 e una 625 che però non ebbi mai la fortuna di vedere in funzione; più in giù verso Terni la vera rimessa dove stazionavano spesso differenti tipi di locomotive elettriche.
Non mancavano anche transiti di ETR 220 colleganti Roma con Ancona per non parlare di qualche ALe 790 saltuariamente presenti.
Il mio furore ferroviario arrivò a tal punto che riuscii in una occasione a portare alla stazione la mia allora "ragazza", oggi mia cara consorte, appena arrivata a Foligno dopo un viaggio notturno; non aggiungo altro lascio a tutti voi fare ipotesi sulla felicità della beneamata.
Lasciamo i ricordi e passiamo ad oggi.
Fare un salto a Foligno non mi è mai dispiaciuto e lo avrete certamente capito visto il precedente articolo fatto relativo la visita alla OGR Folignate; rientrando a Milano dopo tale visita dalla stazione scorsi in lontananza alcune locomotive elettriche stazionanti in quel che pareva essere un Deposito, molto differente da quanto visto cinquant'anni prima.
Scoprii poi che si trattava di un Sito affidato a Fondazione F.S. dove erano raccolte vecchie glorie in attesa di eventi.
Presto fatto: richiesta autorizzazione alla visita, rapida e gentile concessione a firma del sempre attento Direttore, e la visita al sito diviene realtà.
Naturalmente non mi sono lasciato scappare l'occasione di tentare per l'ennesima volta di entrare in caserma e rivedere più da vicino alcuni ambiti di molti miei misfatti.
Orbene grazie al nostro esimio socio Bruno Giovannelli, Generale in pensione, ecco che le porte della caserma si aprono non solo al sottoscritto ma anche alla pattuglia AFI.
Brevissima la visita, ma forte del vissuto e di questo bel regalo il sottoscritto con la pattuglia si trasferisce in stazione con animo ferroviario riscaldato; li troviamo ad attenderci il buon Lorenzo Giacchi con una contenuta delegazione di suoi Associati che ci faranno da scorta nella visita.
Il sito infatti è stato assegnato da Fondazione tramite apposita convenzione al "Associazione Treni Storici Turno C" di Foligno di cui Lorenzo è il Presidente. Qualche parola di benvenuto e di presentazione e poi ci avviamo verso i capannoni.
Nel piazzale antistante i medesimi un numeroso gruppo di locomotive elettriche ci attende; si tratta di un gruppo di E 491 e E 492 superstiti di quella sfortunata idea di elettrificazione della Sardegna finita nel nulla e reduci da una serie di prove presso altre amministrazioni ferroviarie che però non hanno portato ad alcun positivo risultato.
Insieme a loro due vecchi E 656 ci guardano con rassegnazione, forse anche per loro non c'è altra via da percorrere se non quella di "donazione di organi"; poco più in là un ETR 404 non ci attrae più di tanto anche perché una prima meraviglia ciseduce facendo entrare pesantemente in azione le macchine fotografiche.
Ecco la ALn 773.3516 in livrea verde che ci guarda sorniona e sembra proprio mettersi appositamente in mostra forte di essere la sola presenza sul quel binario; a fianco in altro capannone ecco due vecchie glorie che hanno terminato la loro attività or non è molto e qualcuno sussurra già che forse una delle due verrà messa in ordine di marcia.
Buon Dio rivedere la 940.006 e la 949.044 insieme che tuffo nel passato neanche troppo lontano, entrambe infatti erano entrate nell'ultimo lotto di revisioni effettuate a Cremona tra il 1977 ed il 1980 per poi passare rispettivamente a Fabriano e Sulmona dove per anni hanno svolto pienamente il loro dovere.


Addentrandoci nel capannone dietro le due beniamine troviamo un vero paradiso di mezzi, dietro la 940.044 ben tre locomotive diesel del Gruppo D 341 sino a qualche anno fa accantonate presso lo scale del Deposito di Umbertide di FCU, dietro la 940.006 ecco comparire altre due notissime benamate, glorie di una attività terminata nell'ambito anconetano assai recentemente; sono la 740.160 e la 740.144.
Torneranno ad una nuova vita? Speriamo!
Si passa in altro capannone, anche qui una meraviglia di vecchie glorie Carrozze, Automotrici , Elettromotrici e l'immancabile chicca a vapore.
A far compagnia alla inaspettata ed ineguagliabile 981.005 dietro ecco le interessanti sagome delle Elettromotrici ALe 880.085 e ALe 880.045 sul binario a fianco ecco comparire le ALn 772.3263 giunta dalla Sardegna a cui fa compagnia la ex Ferrovie Padane, dietro loro un carro, marcato 60 83 99-99 011-08 Vdl (qualcuno sa di quale carro si tratta? attendo risposte).
Da ultimo ecco altre due conosciutissime automotrici, protagoniste per il passato di alcuni memorabili viaggi in terra senese, si tratta delle ALn 773.3504 e 773.3505, con la livrea rossa, che troneggiano solitarie in un binario tutto per loro.






Quanto ben di Dio raccolto in un bellissimo spazio, chissà se avremo mai la possibilità di rivedere almeno in parte qualcuno di questi mezzi riprendere un domani servizio. Per ora non ci resta che ringraziare Fondazione F.S. per aver raccolto in questo sito tanta storia della ferrovia, tanti gloriosi mezzi testimoni di fatiche, sudori e di tecnologie che sempre la Ferrovie italiane nel tempo hanno saputo mettere in campo.
Le belle cose finiscono sempre troppo in fretta e anche questa visita ha termine non senza un foto ricordo e una piacevolissima sorpresa: il buon Lo- renzo infatti ha pure predisposto un piccolo rinfresco che viene apprezzato da tutti dato il caldo pomeriggio della visita.
Agli Amici che tanto si sono dati da fare per accontentare le nostre esigenze un caloroso ringraziamento ma soprattutto la nostra sincera ammirazione per le modalità con cui si applicano per quanto di competenza nella conservazione dei mezzi loro affidati e per la pulizia e l'ordine regnanti negli ambienti veramente encomiabili, nonostante gli immancabili Colombi sporcaccioni tentino di sabotare nell'unico modo loro possibile le fatiche messe in campo con tanta buona volontà da una pattuglia di veri appassionati.


Foto ricordo tra la delegazione AFI e gli amici di "turno C".